Sul Gay Pride milanese, il coordinamento organizzatore Arcobaleno risponde alle uscite del sindaco
da Gay.it 09-MAR-2001
Registriamo l’atteggiamento del sindaco Albertini nei confronti del Pride2001Milano con parziale soddisfazione, apprezziamo infatti l’ assicurazione che non si opporrà a che cittadini omosessuali e transessuali manifestino liberamente le proprie idee nelle piazze milanesi, ma restiamo contrariati dalle dichiarazioni secondo le quali il Pride arrecherebbe disturbo ai cittadini e comunque sarebbe una inutile ostentazione. Evidentemente una considerazione di questo tenore non può che far emergere quanto l’influenza nefasta del cattolicesimo integralista si insinui anche negli ambienti "liberal" del centro-destra, tanto da causare uno scivolone di questo genere al Sindaco di tutti i milanesi, compresi un centinaio di migliaia di omosessuali e transessuali. Infatti i teorici del "si fa ma non si dice" sono i fautori di quel clima di intimidazione e colpevolizzazione delle diversità che Albertini, gliene diamo atto, considera offensive. "Per dimostrare al nostro Sindaco che si sbaglia sulla inutilità della manifestazione, per farci conoscere e presentargli le nostra piattaforma rivendicativa, che naturalmente coinvolge anche l’amministrazione comunale, invitiamo Gabriele Albertini a ricevere una delegazione di portavoce del coordinamento Arcobaleno" dice Marco Volante, portavoce del coordinamento organizzatore del Pride2001Milano "Nessun liberale dovrebbe considerare inutile, o peggio offensiva, una manifestazione che attira l’attenzione su alcuni diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, come quello allo sviluppo della personalità e quello a non essere discriminati a causa della propria condizione personale, che sono scientificamente violati dallo Stato. L’intento di questo Pride è proprio quello di farci ascoltare, di farci conoscere dalla Città, ma proprio da tutta, anche dalle Istituzioni e persino dai nostri detrattori. La visibilità delle persone omosessuali e transessuali sarà una vicenda politica fino a quando la discriminazione di cui siamo oggetto non sarà una questione dimenticata".
Coordinamento Arcobaleno