Albertini: niente patrocinio alla sfilata dell’orgoglio gay
da Il Corriere della Sera del 8.03.01
Il Gay Pride 2001 non avrà il patrocinio del Comune di Milano. Sulla sfilata per l’orgoglio omosessuale, in programma il 23 giugno, la giunta non si è ancora espressa ufficialmente. Ma gli assessori e il sindaco ne hanno già parlato a pranzo e la chiusura dell’amministrazione di centrodestra pare totale. Tanto che ieri Albertini ha giocato d’anticipo, diffondendo un comunicato in cui afferma tra l’altro che la manifestazione «oltre a poter creare disagio agli altri cittadini, ha una carica di ostentazione e di sfida inutile se non addirittura controproducente». Il sindaco precisa nel testo diffuso da Palazzo Marino di sostenere la lotta alle discriminazioni («Appoggio le richieste degli omosessuali», dice), ma di non condividere la scelta di organizzare un corteo. «Il Gay Pride - osserva critico l’ex assessore Sergio Scalpelli - non è una manifestazione di costume. Nasce negli anni ’70 negli Stati Uniti per difendere i diritti civili e la libertà sessuale, e se non fosse nato oggi la condizione degli omosessuali sarebbe peggiore». All’attacco del sindaco i radicali e i diessini, mentre ribadiscono il no all’iniziativa An e la Lega. Imbarazzi in Forza Italia. VERGA.GIUBILEO Per l’edizione
del 2000 del Gay Pride le polemiche erano state furibonde. Rutelli
dopo l’intervento del Vaticano aveva negato il patrocinio alla
sfilata e ciò aveva scatenato violente proteste. Nei palazzi del
potere era stata contestata la sede, Roma, e il fatto che la
manifestazione cadeva nel bel mezzo del Giubileo.
LIBERALI
Sergio Scalpelli, allora assessore del centrodestra, aveva affermato
che a Milano, città governata dalla Casa delle libertà, non sarebbe
accaduto. «Noi il patrocinio l’avremmo dato di sicuro», aveva
dichiarato al Corriere.
SMENTITA Il sindaco, però, si era
affrettato a smentire il suo assessore. «E’ una posizione
personale», aveva spiegato. «Lui è assessore allo Sport e ai
Giovani», aveva aggiunto. Albertini aveva precisato poi che un
Comune non può dare il patrocinio ad iniziative che coinvolgono solo
una parte della popolazione.
TENNIS All’indomani delle
polemiche sulla sfilata romana, la questione del patrocinio si
ripropone a Milano. Scalpelli presenta alla giunta una delibera per
sostenere simbolicamente un torneo di tennis gay. Il sindaco è
contrario. Anche l’assessore al Bilancio Luigi Casero si schiera per
il no. Scalpelli è costretto a ritirare il provvedimento e
all’interno della giunta ci si accorda per mantenere riservato il
dibattito. Ma la notizia del patrocinio negato trapela. E scoppia
una nuova polemica.
CORTEO Quest’anno il Gay Pride si
svolgerà a Milano. La «parata» in piazza è fissata per il 23 giugno,
ma rappresenterà soltanto il culmine di un intero mese fitto di
iniziative e appuntamenti per la «lotta alle
discriminazioni».
Albertini: la sfilata dei gay è inutile
Il sindaco:
appoggio le richieste degli omosessuali, ma il corteo è
un’ostentazione
di Rossella Verga
No del Comune alla sfilata milanese per l’orgoglio omosessuale. La contestata iniziativa fissata per il 23 giugno non avrà il patrocinio della pubblica amministrazione. La giunta ufficialmente non ha ancora deciso, ma gli assessori e il sindaco si sono confrontati durante una colazione di lavoro e la posizione è unitaria. Tanto che ieri Albertini ha giocato d’anticipo, diffondendo un comunicato contro il Gay Pride. «E’ una manifestazione - sottolinea il sindaco - che, oltre a poter creare disagio agli altri cittadini, ha una carica di ostentazione e di sfida che ritengo inutile se non addirittura controproducente». Albertini precisa che «in una società moderna e avanzata, qual è quella milanese, è forse più difficile comprendere le motivazioni che inducono gli omosessuali a manifestare». «Ma - ammorbidisce - certamente esistono ancora nel Paese situazioni di disagio e di discriminazione che offendono e che devono essere superate». «La cultura liberale - conclude Albertini - insegna appunto il rispetto di tutti gli altri, soprattutto quando non la pensano come noi. Per questo appoggio le richieste degli omosessuali, anche se non condivido la loro scelta di organizzare un corteo». Nei giorni scorsi, dopo l’annuncio della sfilata, dal Polo era già arrivata una prima bocciatura. An e Lega si erano dichiarate contrarie, Forza Italia si era trovata in grande imbarazzo e il capogruppo di Palazzo Marino, Guido Manca, aveva affermato di ritenere qualunque appoggio alla manifestazione «molto ma molto problematico». E sono ancora vive le polemiche sul corteo dell’anno scorso: per la sede, Roma, e per il momento, nel mezzo del Giubileo. L’ex assessore Sergio Scalpelli in quell’occasione aveva spiegato di non condividere la posizione di Rutelli, che aveva fatto mancare il patrocinio, spiegando che se fosse successo a Milano la giunta l’avrebbe dato di sicuro. «Ma ero subito stato smentito da Albertini», ricorda. Il sindaco, infatti, si era affrettato a precisare che quella di Scalpelli era solo un’opinione. «Lui è assessore allo Sport e ai Giovani», aveva commentato. E un’altra bocciatura sul medesimo tema Scalpelli l’aveva subìta in giunta. «Avevo portato una delibera per patrocinare un torneo di tennis gay e fui costretto a ritirarla». Anche quella volta il sindaco si era espresso contro, e con lui l’assessore al bilancio Luigi Casero. Insomma: le iniziative degli omosessuali a Palazzo Marino non sembrano avere fortuna e il Gay Pride 2001 non farà eccezione. «Da vero liberale non posso che ripetere che io il patrocinio lo darei - sottolinea Scalpelli, che ha lasciato la giunta la scorsa settimana -. Il Gay Pride non è una manifestazione di costume. Nasce negli anni 70 negli Stati Uniti per difendere i diritti civili e la libertà sessuale. Se non fosse nato, la situazione degli omosessuali oggi sarebbe peggiore». Contro Albertini insorgono i radicali. «Forse Albertini ha bisogno di aiuto?», si domanda Lorenzo Strik Lievers, capogruppo in Regione. «La questione sta proprio nel fatto che in vario modo tanti o pochi provano "fastidio o disagio" - osserva -. Proprio per questo il corteo, semmai, è opportuno. Non vedo altra possibile posizione liberale». All’attacco anche Franco Mirabelli, consigliere Ds. «E’ sbagliato considerare una manifestazione che vuole rivendicare diritti per una minoranza come "ostentazione" - commenta - e sono convinto che Milano, contrariamente a ciò che dice il sindaco, abbia bisogno di rimettere al centro della discussione politica il tema delle libertà individuali. In questa città, infatti, il centrodestra fa sempre più fatica a tollerare le diversità, siano etniche, religiose o appunto di abitudini sessuali».
Albertini: "Sì ai diritti dei gay ma il corteo è
inopportuno"
Mirabelli: "Nessuna ostentazione, il sindaco
sbaglia"
di
LUCA PAGNI
da
Repubblica del 8.3.01
«Sindaco liberale, ma non con gli omosessuali». A Gabriele Albertini non piace il Gay pride. Se fosse per lui la manifestazione a sostegno dei diritti degli omossessuali che negli anni è diventata giornata di rivendicazione e di orgoglio non si terrebbe. Per eccesso di «ostentazione», perché «crea disagio», perché a suo dire è addirittura «controproducente». Ieri, proprio nel giorno in cui il sindaco ha deciso di rinviare per l'ennesima volta la conferenza stampa che dovrebbe annunciare la sua candidatura a un secondo mandato, Gabriele Albertini è tornato sull'argomento, facendo felici Lega, An e la componente cattolica di Forza Italia (il che equivale a più di due terzi della coalizione che lo sosterrà alle prossime elezioni). La conferenza stampa si terrà la prossima settimana. A questo punto, però, è diventata quasi pleonastica: i suoi collaboratori fanno sapere che è stata rinviata perché l'agenda dei suoi appuntamenti è tutta piena. In realtà, spera che facendo passare qualche giorno si stemperino le polemiche sulla sua deposizione al processo contro Massimo De Carolis, sulla lista nera dei consiglieri comunali che non vorrebbe ricandidare e sugli assessori che uno a uno lo stanno abbandonando. Così, per parlare d'altro Albertini ieri si è occupato del Gay pride. In un comunicato il sindaco ha scritto: «Appoggio le richieste degli omosessuali, anche se non condivido la loro scelta di organizzare un corteo. È una manifestazione che, oltre a poter creare disagio agli altri cittadini, ha una carica di ostentazione e di sfida che ritengo inutile se non addirittura controproducente». Albertini sostiene una tesi molto personale, cercando di sostenere che Milano è la sede sbagliata per la giornata dell'orgoglio omosessuale: «In una società moderna e avanzata - prosegue Albertini - qual è quella milanese, è forse più difficile comprendere le motivazioni che inducono gli omosessuali a manifestare. Ma certamente esistono nel paese situazioni di disagio e di discriminazione che offendono e che devono essere superate. La cultura liberale insegna appunto il rispetto di tutti gli altri, soprattutto quando non la pensano come noi». Una posizione che non ha mancato di sollevare polemiche e reazioni. A cominciare dalle opposizioni che siedono in Consiglio comunale. Il più pronto a bacchettarlo è stato Franco Mirabelli, già coordinatore cittadino dei ds: « Il Gay pride non è un'ostentazione e il sindaco di Milano sbaglia a considerarlo tale. Prendo atto delle dichiarazioni del sindaco Albertini, d'altra parte - sostiene Mirabelli - il sindaco non poteva certo impedire il libero svolgimento di quella manifestazione. Credo però sbagliato - continua - considerare una manifestazione che vuole rivendicare giustamente maggiori diritti per una minoranza come un'ostentazione e credo, contrariamente al sindaco, che Milano abbia bisogno di rimettere al centro della discussione politica il tema delle libertà individuali, in una città in cui la maggioranza di centrodestra fa sempre più fatica a tollerare le diversità siano esse etniche religiose o appunto di abitudini sessuali». La pensano all'opposto di Albertini anche i radicali eletti al Pirellone: «Il corteo del Gay pride a Milano è opportuno proprio perché in vario modo tanti o pochi provano fastidio o disagio». Lo afferma Lorenzo Strik Lievers, capogruppo in Regione Lombardia dei RadicaliLista Bonino. «Non vedo altra possibile posizione liberale - prosegue - Albertini, prigioniero della logica del suo schieramento, ha forse bisogno di un aiuto per assumerla?».
Albertini non condivide ma appoggia
da Il Giorno del 8.3.01
Gabriele Albertini appoggia, anche se non condivide, le richiese degli omosessuali per il «Gay Pride» a Milano. «In una società moderna e avanzata, quale è quella milanese — afferma il sindaco — è forse più difficile comprendere le motivazioni che inducono gli omosessuali a manifestare. Ma certamente esistono ancora nel Paese situazioni di disagio e di discriminazione che offendono e che devono essere superate. La cultura liberale insegna appunto il rispetto di tutti gli altri, soprattutto quando non la pensano come noi. Per questo appoggio le richieste degli omosessuali, anche se non condivido la loro scelte di organizzare un corteo. È una manifestazione che, oltre a poter creare disagio agli altri cittadini ha una carica di ostentazione e di sfida che ritengo inutile se non addirittura controproducente».