Gay pride: ultima sfida
Lega e Cdu insorgono: "Né spazi, né patrocinio"
"Una grande occasione per dimostrare che Milano è una città aperta e davvero libera" Un invito al sindaco Albertini a partecipare alla sfilata
"Magari con la fascia tricolore"

da La Repubblica del 3.3.01
di CATERINA PASOLINI 


«a Milano vivono più di centomila omosessuali, ma la festa dell'orgoglio, non riguarda solo loro: il Gay pride è l'occasione per dimostrare che Milano è una città aperta, libera, capace di rispettare chi è diverso. Per questo motivo vorremmo che il sindaco Albertini sfilasse con noi, magari con la fascia, visto che questa manifestazione è contro le discriminazioni e riguarda quindi tutti i cittadini».
Parole fiduciose dette dal presidente dell'Arcigay nazionale Sergio Lo Giudice, prima che Lega Nord e Cdu si muovessero in forza chiedendo al sindaco di non concedere l'autorizzazione né gli spazi necessari all'iniziativa.
Ma fino ad allora, e almeno nelle intenzioni, dal 6 e il 23 giugno la città sarà tutta all'insegna dell'orgoglio omosessuale. L'associazione Arcobaleno, che raccoglie undici realtà diverse di militanti gay e transessuali, organizzerà infatti decine di appuntamenti per far conoscere e discutere problemi, rivendicazioni del mondo omosessuale. Così si parte dal festival del cinema gay lesbico per passare al teatro, dai seminari sulla laicità dello stato a «la destra e il sesso». Si passerà da un dibattito sulle tecniche di riproduzione assistita a una tavola rotonda su «diversità e accesso al lavoro». Da un'analisi dello stato della lotta contro le discriminazioni in Europa dopo il trattato di Amsterdam e la Carta Europea dei diritti, a uno studio sul rapporto tra fede e omosessualità nella letteratura contemporanea. Le date di questi avvenimenti sono ancora da definire, come i luoghi in cui si terranno: tutto da stabilire in attesa di una risposta dal Comune, in vista del gran finale il 23 quando si terrà la vera e propria marcia dell'orgoglio omosessuale per le strade della città e la sera uno spettacolo musicale alla Cascina Monlué
Arcobaleno ha chiesto la partecipazione dei «politici e delle forze vive della società democratica». Hanno risposto sì Verdi, Rifondazione e Ds, che hanno confermato la loro partecipazione al corteo finale mentre commenti nettamente contrari sono arrivati dalla Lega Nord e Cdu. «Il Gay pride a Milano è un fatto molto importante», ha detto Pierfrancesco Majorino, coordinatore cittadino dei Democratici. «Noi ci saremo, per quella che speriamo possa essere una giornata in cui si dimostri che Milano è una città libera e rispettosa».

Scalpelli: "Manifestare è un diritto di tutti" 

pro ...


«Chi si proclama liberale dovrebbe ricordarsi di rispettare le libertà di scelta della persona, compresa quella sessuale».
Sergio Scalpelli, assessore allo sport e ai giovani di Forza Italia ora dimissionario va controcorrente rispetto a molti suoi ex compagni di partito e afferma senza mezzi termini: «Sono favorevole al Gay pride a Milano come lo ero l'anno scorso per la manifestazione a Roma»
E aggiunge: « Tutti hanno il diritto di manifestare e non vedo alcuna offesa o mancato rispetto di libertà altrui in un corteo di omosessuali, per quanto ironico, colorato, trasgressivo possa essere. Comunque bisogna ricordare che se non fosse stato per minoranze attive e impegnate che hanno manifestato in strada con coraggio negli anni passati, ora la situazione degli omosessuali sarebbe ancor più pesante, punitiva, segnata da un clima di repressione come si vede ancora oggi a Cuba».
Insomma, per Sergio Scalpelli il patrocinio va dato a tutte le manifestazioni «che affermano i diritti e le libertà della persona». E «Il Polo sta facendo un errore politico ad appiattirsi su posizioni fideistiche dimenticandosi che tra i suoi elettori molti sono profondamente laici».

Calderoli: "E se sfilassimo noi etero?" 

...e contro

«E se facessimo una contromanifestazione etero e poi ci contassimo?». È questo il primo commento dell'onorevole Roberto Calderoli, segretario Nazionale della Lega Lombarda alla notizia della manifestazione gay in programma per giugno a Milano.
«Non abbiamo niente contro l'omosessualità come scelta personale» ci tiene a precisare il segretario leghista aggiungendo poi un piccolo elenco di no alle richieste, alle tematiche più volte sollevate dai gay.
«Un bambino deve crescere con un padre e una madre, quindi siamo contrari alle adozioni a gay o lesbiche. Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare e finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto».
Secondo l'onorevole leghista Roberto Calderoli, il pretesto del Gay pride milanese è un attacco la destra. «In campagna elettorale anche una sfilata di questo tipo può essere definita evento politico e diventare occasione di propaganda. Nel vocabolario politico c'era la parola trasformismo. Adesso bisognerà aggiungere il travestitismo»?