Gay pride a Milano, destra scatenata contro la parata del 23 giugno
da il Corriere della Sera 17-FEB-2001
Gay pride, il centrodestra dice no.
No al patrocinio da parte delle istituzione alla manifestazione dell’orgoglio
omosessuale che si svolgerà il prossimo 23 giugno a Milano. E per qualcuno, no
alla manifestazione tout court. L’intervento più duro viene da Piergianni
Prosperini (An). «È l’ennesima mancanza di buon gusto - dice - della
canaglia cattocomunista. Se vogliono essere diversi lo facciano pure, ma nelle
loro alcove». Di più: «Si vuole porre l’omosessualità come un esempio e un
modello. Mai e poi mai le amministrazioni (Prosperini è consigliere sia in
Comune che in Regione, ndr ) devono dare il patrocinio a chi non si adegua alla
morale e all’etica italiana».
Le altre reazioni sono più misurate, ma ugualmente negative. Il capogruppo
azzurro a Palazzo Marino, Guido Manca, ritiene qualsiasi appoggio alla
manifestazione «molto ma molto problematico». Secondo l’esponente forzista
«il centrodestra è certamente per la libertà di ogni espressione. Detto
questo, al nostro interno esiste una forte componente cattolica a cui va il
nostro massimo rispetto. Ripeto: la vedo problematica».
E infatti, i politici di area cattolica scuotono la testa. Aldo Brandirali (Fi)
preannuncia un intervento in consiglio comunale: «Chiederò a tutti i miei
coleghi di ignorare la manifestazione nella maniera più assoluta». Una
strategia del silenzio nei confronti «di maniaci dell’esibizione». E
tuttavia, il Gay pride 2001 sarà all’insegna della lotta alle discriminazioni
e della parità dei diritti. «Non esiste lobby più potente di quella dei gay -
sostiene Brandirali - discriminazioni io non ne vedo. E se comunque ci fossero
non è una parata la sede opportuna per affronatre il problema».
Maurizio Lupi, assessore all’Urbanistica e cattolico a sua volta, osserva: «Mi
dispiace notare che dopo la discussa esperienza di Roma, invece di affrontare i
problemi connessi alle persone si preferisca continuare con le provocazioni.
Un’amministrazione non può sostenere in alcun modo le provocazioni. Già io
non trovo opportuno che si svolga, ma qui siamo nel campo della libertà di
espressione. Ma una dignità culturale a quell’iniziativa non si può dare».
Ma il coordinatore Ds Pierfrancesco Majorino rinnova l’appello: «È
un’occasione per Milano di mostrarsi città aperta e tollerante. Mi auguro che
il sindaco faccia sentire la sua voce in questo senso».
Cronaca di Milano
Replica di Marco Volante, presidente di Arcobaleno, l'associazione che organizza
il Pride2001 Milano, dal congresso dei Liberali che si sta tenendo a Roma
replica all'attacco della Casa delle Libertà constatando come gli argomenti
contro il Pride milanese siano almeno pretestuosi e comunque infondati.
In realtà la destra si prepara a tentare di impedire la libera manifestazione
del pensiero e delle istanze legittime di una larga fetta della popolazione,
mostrando così la sua peggior faccia illiberale. I cattolici di destra
attribuiscono importanza alla cosiddetta "lobby gay", ma di fatto ne
disattendono proditoriamente ogni singola istanza di parificazione giuridica e
dimenticano che la vera lobby padrona della politica italiana è quella
vaticana, cui essi stessi fanno riferimento continuo e che oltretutto si
alimenta finanziariamente nelle laiche casse dello Stato. Il rispetto della
componente cattolica del Polo non è mai di fatto temperata da un adeguato
rispetto delle istanze liberali che, come troppo spesso si tende a dimenticare,
anche tra gli elettori del centrodestra sono forti e numerose. La manifestazione
del Pride2001Milano si terrà il 23 giugno con o senza il placet della Casa
delle Libertà, ma sicuramente con l'appoggio e la partecipazione delle vere
forze liberali e libertarie che il nostro Paese e la nostra regione sono in
grado di esprimere e di tutti quei cittadini che ancora oggi non sono
considerati dalla politica come fruitori dei più elementari diritti civili e
sono stanchi di essere oggetto di discriminazioni da parte di leggi e
istituzioni che vorrebbero invece apparire liberali e laiche.