Annunciata per il 23 giugno la sfilata per l’orgoglio omosessuale

da il Corriere della Sera 16-FEB-2001 
Marco Cremonesi

Il movimento scalda i motori: quest’anno il Gay Pride si svolgerà a Milano. La «parade» in piazza è fissata per il 23 giugno, ma rappresenterà soltanto il culmine di un intero mese fitto di iniziative e appuntamenti incentrati sull’orgoglio omosessuale. L’anno scorso le polemiche erano state furibonde: per la sede, Roma, e per il momento, nel bel mezzo dell’anno giubilare. Nel capoluogo lombardo non c’è il Santo Padre, ma in una Regione saldamente governata dalla Casa delle libertà, è difficile pensare che l’iniziativa passerà sotto silenzio. Marco Volante, il presidente dell’associazione Arcobaleno che organizzerà gli eventi, non se lo nasconde: «Immagino che i contrari - scherza - ci daranno una mano per pubblicizzare l’iniziativa». All’organizzazione del Gay pride parteciperà un gran numero di associazioni, e l’iniziativa vuole avere una carattere trasversale. Lo stesso Volante appartiene all’associazione Gay Lib, di ispirazione liberale (il presidente milita in Alleanza nazionale). Ma ci saranno anche i gay cristiani di «Guado» e l’Agedo, l’associazione dei genitori con figli omosessuali. Oltre, naturalmente, alle sigle storiche del movimento italiano: Arcigay, Arcilesbica, Arcitrans, il Glo vicino a Rifondazione comunista e il Cods della Quercia (anche se oggi si chiama «Autonomia tematica diritti e libertà»).

Il tema del mese gay sarà «lotta alle discriminazioni». Proprio per questo, spiega Volante, «chiederemo alle istituzioni non soltanto un patrocinio, ma una presenza vera. Ci auguriamo una partecipazione con iniziative in proprio».

Ma Alessandro Galvani (Arcigay) è più che scettico: «Mi piacerebbe che la città non si opponesse, ma non ci credo. Temo che le giunte di centrodestra ci creeranno gravi problemi». Galvani si dice «soltanto curioso di vedere come: l’anno scorso era per il Giubileo e per Roma, a Milano staremo a vedere».

La prima adesione è quella della Quercia, firmata dal coordinatore cittadine Pierfrancesco Majorino e dal consigliere comunale Franco Mirabelli: «Sarà l’ occasione per rimettere i temi delle libertà e dei diritti al centro della politica in una città in cui il governo del centrodestra è profondamente segnato da spinte che tendono a emarginare le diversità e ridurre gli spazi di libertà».

Il Gay pride 2001 promette di essere tutt’altro che una semplice sfilata: «La decisione definitiva è arrivata soltanto tre mesi fa - spiega Volante - ma ci lavoriamo dall’inizio del 2000».