La sfida del gay Pride

da quotidiani del Gruppo L'Espresso 
Roberta Rizzo

Oltre a Milano, cortei anche a Verona, Roma, Catania e Vienna
La sfida del «Gay Pride»
Sfilata in piazza Duomo


MILANO. Piazza Duomo vietata agli omosessuali del Gay Pride? Forse. La questura di Milano deciderà la prossima settimana il percorso che le 30 mila persone (questo il numero previsto) seguiranno il 23 giugno, giornata finale della grande manifestazione che inizierà il 6 giugno. Gli organizzatori del Gay Pride annunciano battaglia e dicono che davanti al Duomo ci passeranno di sicuro. «E' vero che alla questura abbiamo fornito due percorsi diversi», spiega Paolo Ferigo, presidente di Arci-Gay di Milano. «Il primo - dice - non comprendeva Piazza Duomo perchè, proprio un funzionario della questura, ci aveva detto che non sarebbe stato possibile in quanto la piazza è concessa solo per eventi istituzionali. Ma quando abbiamo visto che quelli di An, lo scorso 6 maggio, hanno occupato la piazza per la loro manifestazione (era presente anche il sindaco Albertini), allora abbiamo presentato una seconda domanda che prevede il nostro passaggio ai piedi del Duomo. Ora, se la questura vuol metterci i bastoni tra le ruote lo faccia pure, ma noi passeremo comunque».
Marco Volante, vicepresidente di Gay-lib, sottolinea il rifiuto del sindaco: «Lo abbiamo invitato ma lui ci ha negato il patrocinio e nella lettera di risposta ha scritto che la nostra era una manifestazione "lesiva dei sentimenti religiosi" e che, in qualità di sindaco, deve "rispettare tutti i cittadini." Se ha qualche problema per la "vivacità" dei costumi indossati durante i cortei, allora gli ricordo che lui, sindaco di Milano, è sfilato in mutande per un noto stilista».
E mentre le polemiche s'infuocano la città si appresta a ricevere l'invasione gioiosa dei gay.
Il Pride Milano, che ha come sottotitolo "Diritti civili anche per lesbiche, gay e trans", si svolge nell'ambito di analoghe manifestazioni a Verona, Catania, Vienna e Roma.