Duomo vietato alla sfilata gay
da Il Nuovo
Giulia Rivoli
In 30 mila si riverseranno in
città, ma la piazza simbolo di Milano sarà loro vietata. Il 23 giugno
con un corteo colorato chiederanno una legge contro le discriminazioni
sessuali.
MILANO - L'orgoglio gay sfila in città, il 23 giugno. Dovrà evitare il
sagrato del Duomo, ma può già contare sulle oltre 30 mila adesioni già
confermate.
Dopo le molte polemiche che avevano caratterizzato l'appuntamento romano
dell'anno scorso, anche questa volta l'evento si preannuncia come
occasione di discussione. "Pride " significa
"orgoglio", ed è proprio cio' che Arcobaleno ,coordinamento che
riunisce 15 associazioni di Milano tra cui Arcigay, Arcilesbica e altri
gruppi per la difesa dei diritti omosessuali, vuole promuovere, affermare
e ribadire, sulla scia di quel giugno del 1969 in cui scoppiò una rivolta
a New York di un gruppo di omosessuali contro le discriminazioni da loro
subite.
Anche se, come gli stessi promotori specificano, sono passati ormai 32
anni, e gli individui non sono più costretti a nascondersi per le loro
scelte sessuali, la giornata rimane il simbolo di una lotta contro
l'emarginazione e il pregiudizio, soprattutto a favore di una
rivendicazione dei diritti e della libertà di tutti gli uomini e le donne
gay, che ormai rappresentano la "più grande minoranza esistente
nella società".
La scelta di Milano, per la sfilata dell'orgoglio gay che si pone come
obbiettivo quello dell'approvazione di una legge contro le discriminazioni
per l'orientamento sessuale e di identità di genere, è dettata dal fatto
che la città,in continuo sviluppo e dalle dimensioni
di "metropoli europea", veda al suo interno una società sempre
più variegata, ampia, con una crescente presenza di soggettività
diverse, tra cui anche omosessuali e lesbiche.
In questo contesto, alla comunità gay sembra fondamentale, per
l'abbattimento dei pregiudizi e la realizzazione di una "società in
cui la diversità sia concepita come ricchezza", l'apertura di un
dialogo con la città, per conoscere,farsi conoscere e interagire con
tutte le altre realtà che convivono al suo interno. Le istituzioni
milanesi, tuttavia, sembrano non aver colto con entusiasmo la proposta;
nonostante le associazioni abbiano più volte cercato il loro appoggio per
il patrocinio della manifestazione non hanno ancora ricevuto risposta, se
non quella di un divieto di passare per Piazza Duomo il giorno del corteo.
Il 23 giugno, quando circa 30 mila persone (secondo le previsioni),
provenienti da diverse parti d'Italia e dall'estero, sfileranno per le vie
di Milano; nei precedenti 18 giorni si svolgeranno inoltre iniziative
culturali e politiche, dibattiti, mostre e feste, sul tema
dell'omosessualità e dell'integrazione. Tra le numerose adesioni al
manifesto promosso dall'associazione arcobaleno, vi sono anche partiti
politici come Rifondazione comunista, Ds, Sdi e Umanisti.
Mirabelli dei Ds e Schoultze degli Umanisti hanno infatti sottolineato
l'importanza, per una città come Milano, soprattutto in questi ultimi
anni, dell'apertura a tematiche quali la difesa delle libertà individuali
, il riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini e la necessità di
una lotta non violenta che porti avanti con fermezza un'opposizione a
qualsiasi forma di chiusura e paura per la diversità.
(31 maggio 2001, ore 14:20)