COMUNICATI
 


POSSIBILITA' DI SCEGLERE

Se vivessimo ad Amsterdam potremmo sposarci, ad Oslo o Stoccolma potremmo adottare un bambino e in Francia avremmo comunque delle leggi in grado di tutelare i nostri rapporti di coppia.

Potremmo, non dovremmo: la libertà nasce dalla possibilità di scegliere, non dall'obbligo di una scelta imposta.

In Italia sono oltre 2.000.000 le coppie di fatto omosessuali ed eterosessuali che non possono, bensì devono, vivere senza il riconoscimento di alcun diritto; non esiste infatti alcuna legge che dia regolamentazione giuridica ai rapporti di coloro che non vogliono, o peggio non possono, accedere all'istituto dei matrimonio.

 

Comunicato Stampa - 9 giugno 2005

Pride 2005: alcune precisazioni

Arcobaleno, il coordinamento delle associazioni che si occupa dell’organizzazione del Pride Milano 2005, in riferimento ad alcune notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale e nazionale e rivelatesi errate, desidera precisare quanto segue:

- il trenino elettrico che ha aperto il corteo del 4 giugno è stato organizzato da “Famiglie Arcobaleno” l’associazione che raccoglie i genitori omosessuali, e pagato con i fondi raccolti dalle varie realtà aderenti ad Arcobaleno e destinati proprio alla realizzazione del Pride Milano 2005 e de Le Village, lo spazio multifunzionale creato all’Idroscalo.

- La Provincia di Milano ha concesso il solo patrocinio gratuito alla manifestazione, senza quindi lo stanziamento di somma alcuna, oltre all’utilizzo dell’area all’Idroscalo in cui è stato creato le Village

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


Comunicato Stampa - 6 giugno 2005

Famiglie Arcobaleno e i loro figli al Gay PRIDE
Famiglie Arcobaleno, associazione di genitori omosessuali nata nel marzo 2005, risponde alle gravi dichiarazioni espresse nei giorni scorsi sulla presenza del trenino dei bambini al Gay PRIDE di Milano

“Le dichiarazioni dell’on Calderoli, di Marziale, della Burani Procaccini, dell’assessore Prosperini, di Mantovano, di Mattioni e dell’on Gasparri, per il loro contenuto intimidatorio, omofobo e offensivo, non fanno altro che rafforzare e rendere evidente il motivo per il quale abbiamo deciso di scendere in piazza con i nostri figli,” hanno dichiarato i portavoce di Famiglie Arcobaleno. “I diritti per il quali abbiamo manifestato sono proprio quelli dei nostri figli! Primo fra tutti il diritto al rispetto sociale per loro e per le loro famiglie. Chi parla di strumentalizzazioni lo fa in malafede e fa finta di dimenticare che ai Gay PRIDE partecipano ogni anno anche numerose famiglie eterosessuali, con tanto di bambini.”

Essere genitori ed essere omosessuali: due condizioni che il senso comune ritiene radicalmente inconciliabili. Due condizioni che il bigottismo e la morale assolutista cercano di tenere separate, anche se così non è. Da sempre infatti gay e lesbiche sono padri e madri. O perché, come nella maggior parte dei casi, hanno accettatto la loro omosessualità tardivamente e avuto dei figli da relazioni eterosessuali, o perché sono ricorsi a tecniche mediche per diventare genitori. È solo il pregiudizio negativo nei confronti della condizione omosessuale che impedisce di vedere questa realtà. Si chiede sempre:"È giusto che gli omosessuali possano avere dei figli?", ma l'interrogativo è volutamente mal posto e fazioso. La domanda corretta infatti è:"È giusto che le famiglie in cui uno o entrambi genitori sono omosessuali subiscano delle discriminazioni? È giusto che i bambini figli di omosessuali non godano di diritti uguali agli altri?"

L’Associazione Famiglie Arcobaleno nasce con l'obiettivo che queste domande non abbiano più ragione di essere poste, lotta contro ogni forma di discriminazione affinché la genitorialità omosessuale sia riconosciuta nell'ordinamento giuridico e nella società italiana e per far sì che i figli siano tutelati nei loro affetti e nei loro beni. Attualmente, infatti, in caso di morte del genitore biologico, i figli nati all'interno di una relazione omosessuale rischiano per legge di essere privati della continuità affettiva con il co-genitore. Negli eventuali ricoveri in ospedale dei figli il co-genitore non può decidere da solo in merito alla salute del bambino. Una persona che ha avuto un figlio in una relazione eterosessuale e accetta la propria omosessuale tardivamente vive la forte paura che il figlio, nell'eventuale separazione, possa essergli sottratto. In caso di separazione, i figli nati all'interno di una relazione omosessuale non hanno alcun diritto di avere contatti con il co-genitore. Un bambino che dichiari di avere "due mamme" o "due papà" a scuola rischia di subire discriminazioni dalla cosidetta “società perbene”.

“Chi parla di diritti dei minori e si scandalizza per il trenino che ha aperto la manifestazione del Gay PRIDE non sa quel che dice, oppure è un ipocrita,” hanno dichiarato i portavoce di Famiglie Arcobaleno. “Vogliamo inoltre ricordare all’on Prestigiacomo che i quattro articoli della legge 40 messi in discussione dal referendum non contemplano in alcun modo la possibilità di accedere a tecniche di procreazione medicalmente assistita da parte di single o coppie omosessuali. Tale possibilità è infatti espressamente vietata da quella che è la prima legge, dalla nascita della Repubblica Italiana, che discrimina apertamente le persone omosessuali. Che la Prestigiacomo si decida: o sta con il fronte del SI in modo coerente, o eviti di fare disinformazione usando lo spauracchio della genitorialità omosessuale per favorire l’astensionismo.”

A proposito dell’Associazione Famiglie Arcobaleno
Famiglie Arcobaleno è una associazione nata nel marzo 2005 ed è composta da donne e uomini che hanno accettato la propria omosessualità dopo avere già avuto dei figli all'interno di una relazione eterosessuale, da coppie o single omosessuali che hanno realizzato il proprio progetto di genitorialità, o che aspirano a farlo. Ciò che unisce i membri di Famiglie Arcobaleno è la consapevolezza che una famiglia nasca dall'amore, dalla responsabilità e dal rispetto, molto più che per esclusivi legami biologici. Non si tratta di riformulare il concetto di "famiglia allargata", ma di allargare il concetto di famiglia: le Famiglie Arcobaleno non sono altro che una delle realtà esistenti in un panorama in costante evoluzione. In Europa diversi Paesi tutelano già i diritti di quelle che, di fatto, sono famiglie.
Famiglie Arcobaleno svolge attività di linea telefonica, mailing list, gruppi di auto-aiuto, incontri e aggregazione, centro documentazione sulla genitorialità gay e lesbica, supporto agli educatori scolastici, produzione e traduzione di testi per bambini, e consulenza legale.
Per ulteriori informazioni: www.famigliearcobaleno.org

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


COMUNICATO STAMPA - 6 giugno 2005
ArciLesbica Zami

Pride: come creare un mostro e gettarlo in prima pagina!

Siamo vicine e solidali con l’Associazione Genitori Arcobaleno, oggetto dei volgari attacchi del Ministro Calderoli e delle strumentalizzazioni astensioniste di Gasparri, Marziale, Burani Procaccini e altri: ecco il vero volto della destra italiana che, come al solito, non perde occasione per dimostrare la propria aggressività e per incitare all’odio, al conflitto e all’esclusione.
La partecipazione dei Genitori Arcobaleno e dei loro figli al corteo del PrideMilano2005, oltre che un’occasione di gioia e festa, rappresenta la fotografia di quella che è oggi la società italiana: un insieme variegato di coppie sposate, coppie di fatto, single, divorziati, figli naturali e adottivi, genitori etero e omosessuali.
Chi, strumentalizzando il corteo del PrideMilano2005, invita all’astensione ai referendum vuole far compiere all’Italia un passo indietro verso la dittatura del pensiero unico e dell’unicità dello stile di vita.
A chi vuole vivere in una società nella quale tutte le persone siano libere di autodeterminarsi nelle scelte più intime della propria vita, non servono molte parole: bastano 4 sì il 12 e 13 giugno.

Francesca Polo
Presidente ArciLesbica Zami - Milano
e portavoce di PrideMilano2005


COMUNICATO STAMPA - 6 giugno 2005 - Crisalide Azione Trans
(in merito alla denuncia di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei Minori per la presenza dei bambini al Pride LGBT)

L’UNICO TRAVESTIMENTO: DA BENPENSANTI AD IPOCRITI

La denuncia, riportata da agenzie di stampa, da parte di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio dei diritti sui Minori, secondo il quale i figli delle coppie lesbiche presenti al Pride di Milano, sarebbero stati strumentalizzati per via del fatto che ''La contestualizzazione di bambini in un autentico festival del travestimento, lontano anni luce da un corteo rivolto alla rivendicazione di diritti civili, e' inaccettabile per un Paese civilmente compiuto'' rivela in realtà che l’unico travestimento in atto in una parte della nostra società, che sicuramente comprende il sig. Antonio Marziale, è quello da “benpensanti” ad “ipocriti”.

Ricordiamo al sig. Marziale che:

- l’utilizzo del termine “travestimento” nel contesto della sua frase ha sicuramente un’accezione negativa. Travestiti, Transgender e Transessuali – ricordiamo al Presidente – sono protetti dalla Risoluzione Europea n. 1117 del 12 settembre 1989 che inviteremmo lo stesso a leggere e che indica agli stati membri di porre rimedio alla drammatica carenza di diritti delle persone “Trans/vestite/gender/sessuali” (diritti civili anche questi a casa nostra e in quella dell'Unione Europea)

- Dichiarare che la presenza di travestimento (anche volendo considerare l’espressione nella sua accezione più “di colore”) sia la causa dell’assenza di rivendicazione di diritti del Pride Nazionale è smentita da migliaia di bandiere, di slogan, di manifesti rivendicanti la legge sui PACS. Legge, che – lo ricordiamo al sig. Marziale – è ormai presente in quasi tutti i paesi UE, in tutti i paesi fondatori della UE ed anche in alcuni stati europei extra UE, come, ad esempio la Svizzera

- Che questi paesi si sono dotati di leggi o riguardanti il matrimonio omosessuale o – come si chiede in Italia – dei cosiddetti “PACS” è frutto di una costante raccomandazione del Parlamento Europeo

Inoltre il sig. Marziale dovrebbe spiegarci perché non ha denunciato le organizzazioni pacifiste (cattoliche e non) che hanno spesso portato i bambini in piazza (e giustamente) a dimostrare contro la guerra. O ancora quelli che portano i propri figli dal Papa per essere benedetti, con la consapevolezza, di essere ripresi dalle televisioni.

Chiediamo come può erigersi a giudice (per nome del suo “osservatorio”) di quali manifestazioni per i Diritti Civili possano coinvolgere i bambini e quali no. Forse quelli che condivide a titolo personale? Altrimenti ci offra una motivazione oggettiva e non frutto delle sue personali e perseguibili per legge opinioni.

Infine ricordiamo al sig. Marziale che in piazza non sono stati “reclutati” bambini, ma quei bambini erano i figli di madri, di famiglie di fatto, presenti al Pride e – fino a prova contraria – nessun “osservatorio” può entrare nel merito su dove una madre porti i propri figli all’interno di manifestazioni legali e autorizzate, siano esse ludiche, rivendicative o entrambe le cose insieme.

Come Associazione per la tutela dei diritti delle persone transgender e transessuali, ci riserviamo di meglio studiare le dichiarazioni del sig. Marziale, (magari leggendo l’esposto) al fine di valutare se esistano in esse toni offensivi che possano riguardare le personi transessuali e transgender.

Invitiamo tutte le altre Associazioni promotrici del Pride ad organizzarsi anche legalmente per porre fine al dilagante dileggio di cui è vittima il Pride per la presenza – non di bambini – ma di figli di manifestanti.

Qualsiasi opinione è legittima ma solo quando non offende, delegittima, dileggia chi la pensa diversamente.

Ci rendiamo conto che nell’ambiente politico odierno (vedasi campagna referendaria) i toni della delegittimazione sono ormai all’ordine del giorno (chi vota s ai prossimi referendum sulla PMA "è contro la vita", "è contro i bambini" ecc. – dichiarazioni tutt’altro che dimostrabili), ma riteniamo che il nostro movimento debba dare l’esempio nel non tollerare il passaggio dalla legittima differenza di opinioni, ad affermazioni offensive e gratuite, senza che noi si reagisca. Anche in sede legale, se ve ne è bisogno.

Mirella Izzo ( Presidente Nazionale Crisalide AzioneTrans onlus)


COMUNICATO STAMPA - 3 giugno, 2005

Scritte omofobe, minacce di morte e insulti davanti alla sede del C.I.G. Arcigay Milano

Alla vigilia del PRIDE Nazionale la sede del C.I.G. ArciGay Milano è stata imbrattata con scritte omofobe, minacce di morte e insulti, firmate da una compagine di estrema destra
Arcobaleno, il coordinamento delle associazioni che si occupa dell’organizzazione del PRIDE Milano 2005, rende noto che nella notte la sede del C.I.G. ArciGay Milano è stata oggetto di atti di vandalismo. Ad un giorno dalla sfilata del PRIDE Nazionale, manifestazione che è prima di tutto una richiesta di diritti civili che ancora oggi sono negati alle persone omosessuali, i cosidetti “difensori dei valori e della morale” mostrano il loro vero volto feroce e barbaro.
“Gay al rogo!”, “Morte ai gay!”, “Merde!”, “Fuoco sul Gay Pride!”, “Oggi venerdì... sabato fuoco!”.
Queste sono le scritte che da stanotte capeggiano sulla sede del C.I.G. ArciGay Milano. Questo è il risultato della strategia di demonizzazione che i politici e la Gerarchia Cattolica continuano imperterriti a portare avanti, incuranti degli effetti che produce. Questo è quello che realmente accade nonostante ci sia chi dica che la discriminazione verso gay, lesbiche e transessuali non esista più. Questa è la testimonianza di quanto ancora ci sia da lavorare nel nostro Bel Paese.
“E’ finito il tempo in cui chinavamo il capo a chi ci minacciava e alzava la voce,” ha commentato Paolo Ferigo, Presidente di ArciGay Milano e portavoce di Arcobaleno. “Domani per le vie della città saremo in tanti, tantissimi e faremo una festa ancora più grande, ancora più colorata, ancora più gioiosa. In barba a tutti quelli che ci vorrebbero ridurre al silenzio.”
“Hanno definito la nostra manifestazione di cattivo gusto, chissà che diranno ora di queste scritte?” ha dichiarato Francesca Polo, Presidente di Arcilesbica Milano e portavoce di Arcobaleno. “Sono sicura che domani alla sfilata ci sarà moltissima gente civile che manifesterà contro queste dimostrazioni di intolleranza e contro quei politici che sono in parte responsabili di questo e di altri terribili atti”.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


COMUNICATO STAMPA - 31 maggio, 2005

Patti chiari, amicizia lunga: comincia il Pride nazionale Milano 2005

Domani sera al via, al Le Village, le tre settimane, settimane di incontri culturali, dibattiti, eventi sportivi, concerti e serate in discoteca dedicate alla comunità lesbica, gay e transessuale milanese e aperte a tutta la città. Il 4 giugno, alle 16, il corteo che si snoderà per il centro cittadino, passando per p.za Duomo

“PACS: Patti chiari, amicizia lunga”. Con questo slogan comincia domani il Pride Milano 2005, l’evento dedicato alla comunità gay, lesbica e transessuale che durerà fino al 18 giugno prossimo e volto a chiedere l’adozione di una legge che istituisca i Pa.C.S, i Patti Civili di Solidarietà. Momento centrale di queste 3 settimane ricche di appuntamenti sarà la manifestazione del 4 giugno, con il corteo che da P.za della Repubblica sfilerà per il centro città raggiungendo P.za Duomo, per poi proseguire fino all’Arena Civica.

Domani intanto, sulle rive dell’Idroscalo apre i battenti “Le Village”, lo spazio multifunzionale gay, lesbico e transessuale dedicato a tutta la città. Qui si susseguiranno incontri culturali, eventi sportivi, dibattiti, concerti e serate in discoteca, in un clima di divertimento e allegria, ma anche di attenzione e di impegno per i diritti civili.

Aperto il giovedì e il venerdì dalle 21, Le Village il sabato e la domenica funzionerà tutto il giorno dando così la possibilità al pubblico di trascorrere delle piacevoli giornate all’aria aperta, prendendo il sole o facendo sport negli appositi spazi attrezzati, con corsi di fitness. Le serate saranno invece l’occasione per eventi culturali e politici, ma anche per avvenimenti mondani, come concerti, rappresentazioni teatrali e per ballare al ritmo della musica dei principali locali gay milanesi e non solo, che per la prima volta si sono uniti per lo straordinario evento.


Ricchissimo il calendario degli appuntamenti, tra cui si segnalano:

1 giugno: Opening party

2 giugno: Concerto di Rettore

3 giugno: dibattito: “La scelta dei PaCS”

4 giugno: Official party – con concerto di Anna Oxa e a seguire serata disco

9 giugno: Convegno: “Omosessualità e disagio giovanile nella scuola”

11 giugno: Concerto di Fiordaliso

13 giugno: Incontro con la scrittrice Sarah Waters

16 giugno: Incontro “Nuove frontiere: la lotta per l’identità di genere”

17 giugno: Dibattito: “Transessualismo da femmina a maschio. Verso il maschile”

18 giugno: Closing party, con concerto di Paola e Chiara e a seguire serata disco


Le Village si trova nell’area ex-Spider bar, circonvallazione Idroscalo.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


COMUNICATO STAMPA DI CRISALIDE AZIONE TRANS - 31 maggio 2005

La battaglia per i PACS è una lotta per cui vale la pena spendersi fino in fondo

Genova-Milano, 31 maggio 2005

L'adesione e la promozione di un Pride con la parola d'ordine dei "PACS" potrebbe apparire come un "posticcio" dell'ultima ora per un'Associazione transgender, in quanto la questione delle "unioni civili" potrebbe a prima vista non sembrare uno degli obbiettivi primari del nostro movimento.
In realtà i Patti di Solidarietà rappresentano una tra le tante possibilità di miglioramento della qualità di vita anche per le persone Transgender.
Il quadro legislativo che ci riguarda vieta alle persone transgender che non si sottopongano a rettificazione chirurgica dei genitali (la maggioranza) di cambiare "sesso" sui documenti.
Questo determina un paradosso che evidenzia l'assurdità del quadro generale legislativo riguardante qualsiasi unione che abbia come fondamento l''amore sensuale tra le persone (matrimonio, convivenza, pacs, ecc.).
Infatti una transgender "Maschio Transizionante Femmina" che sia lesbica - nell'attuale situazione di divieto a cambiare genere sui documenti - può già oggi sposare civilmente la sua compagna (nata donna o transessuale operata e riassegnata).
Altrettanto può un transgender "Femmina Transizionante Maschio" che sia gay con il suo compagno (nato uomo o transessuale operato e riassegnato anagraficamente).
La nostra partecipazione ha quindi un sapore particolare in un Pride LGBT, perché fondamentalmente sono le persone transgender ETEROSESSUALI non riassegnate anagraficamente, che oggi condividono il destino delle nostre sorelle lesbiche e fratellli gay (insieme ovviamente alle/ai trans omosessuali ma che abbiano ottenuto la rettifica anagrafica dopo riassegnazione chirurgica dei genitali)
Sembra qualcosa di complicato da spiegare, da leggere, da capire, ma in realtà complicata e pasticciata è l'attuale situazione legislativa che fornisce diritti alla coppia basandosi - sia per l'identità di genere, sia per l'orientamento sessuale - sui genitali di una persona. E da questi fa dipendere la liceità del riconoscimento anche giuridico di una identità o di un amore. L'attuale legislazione, ripulita dagli orpelli ideologici o religiosi,riconosce infatti - non l'amore tra due persone - ma esclusivamente l'unione di un pene con una vagina. Riduce la complessità del valore dell'essere persona alla mera distinzione di genitali.
Questo dimostra che la battaglia per i PACS è una lotta per cui vale la pena spendersi fino in fondo, sia per i motivi sopraesposti, sia perché apre le porte anche ad altre contraddizioni che riguardano questioni più prettamente specifiche delle persone transgender, ovvero la questione dei "documenti", sulla quale, siamo certi, troveremo ancora la solidarietà attiva delle associazioni gay e lesbiche.
Per questi motivi, all'interno di Arcobaleno, Crisalide sez di Milano si è impegnata con il massimo sforzo operativo per esserci, essere visibili e soprattutto contribuire al successo politico generale della manifestazione.
A livello nazionale stiamo mettendo a disposizione del Pride le pagine principali del nostro sito internet, il più grande (e visitato) a tematica transgender italiano
Auspichiamo che anche questo Pride possa contribuire ad unire sempre più le diverse componenti della comunità LGBTQ - processo che da qualche anno inizia finalmente ad apparire visibile anche a noi transgender e transessuali.
Perché saremo davvero più forti e incisivi nella società, per la tutela e promozione dei diritti civili (tutti, nessuno escluso), quando sentiremo tutte e tutti dentro di noi, come un comune sentire, un vecchio motto che ha accompagnato le letture adolescenziali (talvolta coatte) di molte e molti di noi e che, pur nella sua semplicità, assume oggi un valore strategico per il nostro movimento: il motto dell' "uno per tutti, tutti per uno".

W il Pride Lesbico, Gay, Transgender e Queer.
Mirella Izzo
presidente nazionale Crisalide AzioneTrans - onlus


COMUNICATO STAMPA - 26 MAGGIO 2005

Pride Milano 2005: “PACS! Patti chiari, amicizia lunga...”

Presentata ufficialmente la manifestazione nazionale. Il 4 giugno il corteo per le vie della città a coronamento di una serie di eventi in programma dal 1 al 18 giugno all’Idroscalo.
“PACS! Patti chiari, amicizia lunga...” Questo lo slogan per il Pride Milano 2005, la manifestazione nazionale della comunità lesbica, gay e transessuale che si svolgerà a Milano dal 1 al 18 giugno. Momento centrale della lunga serie di eventi, il corteo del 4 giugno che si snoderà per il centro di Milano, partendo alle ore 16 da p.za della Repubblica, per terminare davanti all’Arena civica, dopo aver toccato P.za della Scala e p.za Duomo. In apertura del corteo ci sarà “Famiglie Arcobaleno”, il gruppo dei genitori omosessuali che ha deciso di partecipare accompagnato dai propri bambini, trasportati con un piccolo trenino elettrico. Le richieste del movimento GLT (gay, lesbico e transessuale) sono rivolte all’approvazione di una legge che anche in Italia istituisca i PaCS – Patti Civili di Solidarietà. L’Italia infatti è la sola tra le nazioni fondatrici dell’Unione Europea, insieme a Irlanda e Grecia, a non dare alcun valore alle convivenze, e questo nonostante una recente ricerca Eurisco abbia rivelato come oltre il 65% degli italiani siano favorevoli al riconoscimento delle coppie di fatto.
Dedicati ai PaCS e al mondo GLT sono i vari appuntamenti previsti nel ricco calendario che comprende eventi ludici, come i concerti di Oxa, Paola e Chiara, Rettore e Fiordaliso, ma anche mostre, convegni e dibattiti, come l’incontro con la scrittrice Sarah Waters. Lo scenario sarà “Le Village”, lo spazio multifunzionale allestito allìdroscalo e in funzione dal 1 al 18 giugno.
“Ci aspettiamo una grandissima affluenza quest’anno, visto il carattere nazionale della manifestazione”, ha dichiarato Paolo Ferigo, portavoce di Arcobaleno, il coordinamento organizzatore del Pride Milano 2005. “Stanno organizzando pullman da varie città d’Italia, come Salerno, Bologna e Ferrara. Si parla anche di un treno da Roma. Tutta la comunità omosessuale, lesbica e transessuale italiana sta facendo sentire il proprio appoggio e il proprio sostegno per questo appuntamento, che non riguarda solo i gay o le lesbiche, ma anche le coppie eterosessuali che non vogliono o non possono sposarsi e che sono ad oggi oltre 500mila. Si tratta insomma di una battaglia di civiltà”.
“Spiace però di constatare la quasi totale assenza della Istituzioni lombarde e cittadine,” ha continuato Aurelio Mancuso, segretario nazionale di Arcigay. “A parte la provincia che ha dato una mano con lo spazio all’Idroscalo, la regione e il comune o hanno taciuto oppure hanno apertamente negato il loro patrocinio. E questo la dice lunga sull’Amministrazione di una città che vuole essere proiettata verso l’Europa.”
A questo proposito, i portavcoce hanno ricordato che sono arrivati messaggi di sostegno dagli organizzatori dei Pride di Toronto, Londra, Berlino, Bruxelles e Barcellona.
“E’ importante anche sottolineare il gran numero di donne lesbiche e non, che partecipano ogni anno al Pride”, ha concluso Francesca Polo, anch’essa portavoce di Arcobaleno. “La piattaforma rivendicativa di quest’anno è incentrata sul PaCS, ma le richieste che partono dal movimento GLT sono di più ampio respiro e comprendono anche elementi specifici per le lesbiche e le donne in generale. Ecco perchè abbiamo deciso tutti insieme di dare un appoggio forte e concreto alla campagna in favore del “sì” al referendum del prossimo 12 e 13 giugno”.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


Comunicato Stampa - 24 MAGGIO 2005

Patrocinio negato al Pride. Un’occasione mancata di civiltà. Il commento degli organizzatori


“Un’occasione mancata di civiltà. Questo dimostra come, nonostante tutti i politici continuino a ripetere che gay, lesbiche e transessuali non sono più discriminati, ancora molta strada sia da fare per la piena accettazione di chi ha un diverso orientamento sessuale”.

Arcobaleno, il coordinamento delle associazioni che si occupa dell’organizzazione del Pride Milano 2005, commenta così la notizia della mancata concessione del patrocinio da parte del Comune di Milano alla manifestazione nazionale del 4 giugno prossimo.

“Ha prevalso il bigottismo di chi non riesce a guardare oltre la superficie. La sfilata è prima di tutto una richiesta di diritti civili, che ancora oggi ci sono negati. Lo si può fare percorrendo la città in silenzio, con le bandiere o la fanfara, oppure in modo allegro e scanzonato. Le provocazioni e la malizia sono nell’animo di chi giudica, non di chi manifesta gioiosamente. Prova ne siano tutte quelle mamme e quei papà che vengono insieme ai loro bambini a manifestare con noi, insegnando loro cosa sia la tolleranza e il rispetto dell’altro”.

“Un grazie comunque all’assessore Maiolo che si è fatta portavoce presso la giunta e a tutti gli assessori e i consiglieri comunali che, appoggiando la nostra richiesta, han dimostrato che anche a Milano esiste uno spirito laico e liberale, che non teme di sfidare i pregiudizi e i luoghi comuni. Un grazie per aver capito che la nostra lotta non è in contrapposizione ai valori della famiglia, ma anzi va proprio nella direzione opposta, verso il rafforzamento dei legami tra le persone che non possono accedere all’istituto del matrimonio. Invitiamo l’assessore e i consiglieri tutti a scendere in piazza con noi il 4 giugno e a venirci a trovare al “Le Village”. Saranno i benvenuti, come lo sono i cittadini della splendida Milano”.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005


Comunicato Stampa - 18 MAGGIO 2005

"Assurdo è negare il patrocinio"

Il coordinamento Arcobaleno risponde al documento sottoscritto da alcuni
consiglieri di maggioranza

"Assurdo e ingiustificabile il patrocinio a una manifestazione per i
diritti civili? Allora domandiamoci quali sono le manifestazioni che "meritano" il patrocinio". Così Francesca Polo, portavoce di Arcobaleno, il coordinamento che si
occupa dell'organizzazione del Pride Milano 2005, risponde al documento sottoscritto da alcuni consiglieri di maggioranza e proposto da
Laura Molteni della Lega Nord.

"La richiesta di riconoscimento di diritti è uno dei più alti momenti di
civiltà, indipendentemente dalle idee personali. Ed è bene ricordare che il comune e il sindaco sono espressione di tutti i milanesi,
anche di quelli che il 4 giugno saranno in piazza a manifestare", ha continuato la Polo. "Albertini dice spesso di ispirarsi a New York: ebbene il sindaco Bloomberg
non solo sostiene apertamente i diritti delle coppie omosessuali e lesbiche, ma partecipa anche al corteo. E così fanno i
sindaci delle principali città occidentali: Londra, Parigi, Berlino, San Francisco. Perché a Milano no? Questo è assurdo e
ingiustificabile".

"Il consigliere Molteni sostiene che i milanesi non si riconoscono
nell'iniziativa. Su quali basi? Perché allora non si è domandata in passato se i milanesi si siano riconosciuti in manifestazioni, pur
patrocinate dal comune, al cui interno si sono svolte le elezioni di Miss Padania?"

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005

Massimo Morigi / Maria Teresa Trifiletti / Gabriele Sciuto LEWIS - Global Public Relations
Telefono: +39 02 4671 2235
Email: massimom@lewispr.com / mariat@lewispr.com / gabrieles@lewispr.com


Comunicato Stampa - 12 maggio 2005

Tiziana Maiolo si impegna a patrocinare il PRIDE 2005

Tiziana Maiolo si impegna a offrire il proprio patrocinio al PRIDE 2005
Ieri sera, durante una trasmissione televisiva, l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano si è impegnata a sottoscrivere pubblicamente l’impegno
Nel corso di una trasmissione televisiva in diretta andata in onda ieri sera a TeleLombardia su invito di Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, onorevole Tiziana Maiolo ha sottoscritto pubblicamente un impegno, di cui di seguito il testo:

“Io sottoscritta Tiziana Maiolo, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, mi impegno ad offrire il patrocinio del mio assessorato al Gay Pride 2005 che si terrà il 4 giugno a Milano”.

Questo pomeriggio il Coordinamento Arcobaleno, organizzatore del Pride Nazionale di Milano 2005, ha inviato via fax la richiesta di patrocinio all’Assessore Maiolo.

“Salutiamo con favore l’impegno assunto dall’onorevole Tiziana Maiolo a sostegno della nostra manifestazione”, ha commentato Paolo Ferigo, portavoce del Pride Milano 2005 e presidente dell’Arcigay milanese. “Ci auguriamo dunque che la Giunta comunale di Milano voglia dare seguito favorevole a questo appoggio dell’Assessore concedendo ufficialmente il proprio patrocinio al PRIDE Milano 2005”

“Attendiamo ora” ha dichiarato inoltre Aurelio Mancuso, “che l’impegno, assunto davanti ai telespettatori dall’Assessore Maiolo, sia mantenuto e che al più presto giunga una risposta, poiché ogni qualvolta abbiamo chiesto il patrocinio il Sindaco ha risposto con il silenzio”.

Per ulteriori informazioni:

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Comunicato Stampa - Milano, 28 aprile 2005

ARCIGAY MILANO: AD AN VERREBBE DA DIRE "MAMME BAFFUTE SEMPRE PIACIUTE!"


"Una famiglia è una famiglia, indipendentemente dal fatto che si parli di due uomini, due donne, o un uomo e una donna"
Arcobaleno, il coordinamento per il Pride nazionale di Milano 2005, risponde a Prosperini e De Albertis (AN), che hanno avviato in Lombardia una raccolta di firme contro i matrimoni gay "Verrebbe da dire: Mamme baffute sempre piaciute!" così Paolo Ferigo, portavoce di Arcobaleno, commenta con un sorriso le parole di Piergianni Prosperini sulle mamme coi baffi. "Ci si accusa sempre di voler imporre un modello, e di voler avere un trattamento privilegiato. Niente di tutto questo. Una famiglia è una famiglia, indipendentemente dal fatto che si parli di due uomini, due donne, o un uomo e una donna. L'importante è l'amore, il rispetto e l'affetto che lega queste due persone. I valori familiari di cui parla il consigliere De Albertis, sono valori che condividiamo, che vogliamo e desideriamo anche noi, come chiunque altro. Ma è proprio la mancanza di un riconoscimento giuridico che ci impedisce tutto questo. Il riconoscimento delle coppie di fatto non distrugge la famiglia, ma anzi aiuta a crearne di nuove, con entrambi i partner che si obbligano l'uno verso l'altro e verso la società. I nostri "doveri" (ammesso che amare, sostenere e curare chi ci sta accanto possa essere definito dovere) li compiamo già nella vita di tutti i giorni con il nostro/a compagno/a. Ora chiediamo che ci siano riconosciuti finalmente anche i nostri diritti." La raccolta di firme, inoltre, non ha alcun fondamento visto che a tutt'oggi in Italia non è in vigore e nemmeno in discussione alcuna legge per il riconoscimento dei matrimoni omosessuali.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005
Massimo Morigi / Maria Teresa Trifiletti

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Comunicato Stampa Milano, 22 aprile 2005

MILANO: UN GAY PRIDE IN NOME DELLA CIVILTÀ

“L’Italia, un tempo culla della civiltà e del diritto, deve registrare ancora una volta una battuta d’arresto in tema di libertà civili”, ha commentato Paolo Ferigo
Dopo l’approvazione da parte dei deputati spagnoli del matrimonio gay, anche in Italia si fa sempre più pressante la necessità di una legge che regolamenti le coppie di fatto. La manifestazione di Milano assume quindi un ruolo ancor più determinante.

Anche la cattolicissima Spagna dice sì ai matrimoni gay: con 183 sì, 136 voti contrari e 6 astensioni. Una volta approvato definitivamente il progetto, che deve ancora passare al Senato, la nazione iberica diventerà il terzo Paese, insieme a Olanda e Belgio, nel quale sarà possibile celebrare le nozze tra gay, lasciando l’Italia tra le pochissime Nazioni in Europa a non avere ancora leggi in materia.

“L’Italia, un tempo culla della civiltà e del diritto, deve registrare ancora una volta una battuta d’arresto in tema di libertà civili”, ha commentato Paolo Ferigo, portavoce di Arcobaleno, il coordinamento che si occupa dell’organizzazione del PRIDE Milano 2005. “Ecco perché la partecipazione alla manifestazione nazionale del 4 giugno a Milano diventa fondamentale. Roma ha il dovere di ascoltare i cittadini che chiedono a gran voce l’istituzione dei Pa.C.S., i Patti Civili di Solidarietà, e di dare così piena attuazione alle risoluzioni del parlamento europeo, che dal 2001 chiede il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali”.

Ufficio Stampa PRIDE Milano 2005
Massimo Morigi / Maria Teresa Trifiletti


COMUNICATO STAMPA DEL COORD. ARCOBALENO MILANO

Milano, 12 febbraio 2005

Lesbian-Gay-Bisexual-Transgender
PRIDE MILANO '05
manifestazione nazionale

Il Coordinamento Arcobaleno GLT di Milano, che riunisce le maggiori organizzazioni lesbiche, gay e transgender milanesi, dopo aver accettato la proposta lanciata dalle strutture nazionali di Arcilesbica e Arcigay, di organizzare una grande manifestazione nazionale a Milano caratterizzata dalla rivendicazione di una Legge che riconosca le coppie omosessuali, ha redatto il manifesto politico del LGBT Pride Milano '05 sotto l'insegna di uno slogan inequivocabile:

PACS! Patti chiari, amicizia lunga...

Il manifesto, pur non dimenticando tutte le altre richieste provenienti dal Movimento LGBT italiano, propone a tutti, indipendentemente dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere, una grande dimostrazione di unità per ottenere il riconoscimento di uno dei tanti diritti a noi negati, primo passo sulla strada del raggiungimento dello status di cittadini italiani a tutti gli effetti.

Chiediamo quindi a tutti: singoli, gruppi, associazioni, movimenti, sindacati e partiti, di sottoscrivere il manifesto e di partecipare numerosi sotto le nostre bandiere arcobaleno alla grande manifestazione nazionale il prossimo 4 giugno.

Le adesioni possono essere inviate via e-mail all'indirizzo: adesioni@pridemilano.org per fax al n° 02.54.12.22.26 oppure per posta ad Arcobaleno - via Bezzecca, 3 - 20135 Milano MI.

per il Coordinamento Arcobaleno GLT Milano

I portavoce del PrideMilano'05
Francesca Polo - 339.57.65.311
Daniele Bocchetti - 339.242.28.80
Paolo Ferigo - 393.333.84.37


COMUNICATO DEL C.I.G. ARCIGAY MILANO

Milano, 01 ottobre 2004

Gli organi dirigenti nazionale di Arcilesbica ed Arcigay hanno proposto come sede di una grande Pride Nazionale e Unitario per il 2005 la città di Milano.

Noi del C.I.G. - Arcigay Milano, avendo attivamente collaborato all'organizzazione degli ultimi quattro Pride meneghini, non possiamo che essere orgogliosi di questa dimostrazione di fiducia e ringraziamo il presidente nazionale Arcilesbica Cristina Gramolini e il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice, quali rappresentanti di tutti i circoli affiliati, per aver voluto riconoscere alla nostra città un ruolo politico importante e significativo.
Nelle discussioni che si sono succedute nei mesi passati ci siamo sempre espressi a favore dell’utilità di un Pride Unitario del movimento GLBTQ quale che fosse la sede (Roma o Bologna erano le città candidate) nella convinzione che non fosse di primaria importanza dove farlo ma fosse indispensabile la convinta condivisione di tutto il movimento: Arcilesbica e Arcigay con i loro oltre 50 circoli territoriali e gli oltre 60 ricreativi ne rappresentano già una larghissima parte e una loro indicazione congiunta è già un segnale che riteniamo non possa essere sottovalutato.
Nel nostro proposito di accogliere con orgoglio questa possibile sfida, è assolutamente esclusa la volontà di "unicità" di questo: siamo del parere che in una situazione ideale, ogni città dovrebbe poter esprimere un proprio Pride quale dimostrazione della volontà di libertà e riconoscimento di dignità della propria comunità GLBTQ.
Il principale aspetto rivendicativo della manifestazione legato al riconoscimento delle unioni civili anche per le persone GLBTQ, ci trova già su un cammino avviato nel 2001 e proseguito negli anni successivi.
Auspichiamo, quindi, che tutto il movimento e la comunità possano trovarsi compatti in questa occasione nel rivolgere un chiaro, forte e convinto invito di partecipazione a tutta la popolazione GLBTQ.

Paolo Ferigo
presidente C.I.G. Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano


COMUNICATO DI ARCIGAY ARCILESBICA

Bologna, 28 settembre 2004

La proposta congiunta di Arcilesbica e Arcigay a suggello di un nuovo patto di consultazione. Una legge sul Pacs obiettivo strategico centrale per le due associazioni. Bologna. Un Pride nazionale unitario a Milano nel 2005. Questa la proposta congiunta che Arcilesbica e Arcigay lanciano al resto del movimento lgbt italiano, come primo atto di un nuovo patto di consultazione stretto tra le due principali organizzazioni omosessuali del paese.
Un grande Pride a Milano, una delle capitali della comunità lgbt italiana, potrebbe essere il momento di raccolta di una grande partecipazione di piazza che mostri una presenza viva della comunità e riproporrebbe con forza la necessità di una legge che riconosca i diritti delle coppie gay e lesbiche, anche in vista della discussione parlamentare sul Pacs (Patto civile di solidarietà).
Il nuovo accordo tra Arcigay e Arcilesbica giunge ad otto anni dalla loro separazione avvenuta nel congresso del ’96. Le due associazioni intendono così rafforzare i loro legami, fra cui oggi c’è la convinzione della priorità strategica di una legge sul Pacs che ponga fine all’anomalia italiana e avvicini il paese all’Europa. L’intento è quello di coordinare gli sforzi per raggiungere questo risultato, confrontarsi insieme col resto del movimento e parlare con più forza all’opinione pubblica italiana.
Tra un mese, dal 28 al 31 ottobre, le due associazioni saranno insieme a Budapest, per la Conferenza di Ilga Europe.

Cristina Gramolini
Presidente nazionale Arcilesbica

Sergio Lo Giudice
Presidente nazionale Arcigay

 

 
   

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